Il Santuario

Il Santuario del Getsemani è un luogo di pace e meditazione

Il Santuario del Getsemani , luogo di pace e di meditazione, si trova nel comune di Capaccio,  alle pendici del monte Calpazio, ed è  situato in una posizione panoramica da dove si può ammirare la Piana del Sele e il Golfo di Salerno. Avvolto nel verde, tra querce e piante di ulivi,  questo meraviglioso complesso, fu  fondato nel 1959 dal Prof. Luigi GEDDA.  

La realizzazione di tale struttura aveva il semplice scopo di  venire incontro alle urgenti necessità spirituali (formative, apostoliche, organizzative, sociali e culturali) del mezzogiorno d’ Italia.  

Il Getsemani  voleva essere sulle vie del sud, ove si potesse ritemprare lo Spirito nella pace, nel silenzio, nella preghiera. L’ uomo di oggi, nell'adorazione, nella meditazione e nell'ascesi, tenendo davanti allo sguardo l’uomo dei dolori, il Servo sofferente, il Cristo in agonia, può trovare la forza di camminare sulle strade della vita.  Nel cuore del santuario, infatti, si può ammirare il fascino della statua di marmo che raffigura Gesù in preghiera nel Getsemani e l’espressione intensa del volto di Gesù che si affida al Padre. 

Corpo curvo

La struttura si presta ad accogliere religiosi, sacerdoti, seminaristi che desiderano vivere tempi forti di preghiera , inoltre  dispone di sale per  convegni,  corsi di aggiornamento, ritiri spirituali.  

E’ disponibile,  Il primo edificio detto corpo curvo, si apre a valle sul panorama di tutto il Golfo di Salerno con sfondo l’isola di Capri , al pianterreno troviamo il soggiorno, refettorio  e due aule per i gruppi minori, nei tre piani si trovano 60 camere doppie o singole, recentemente restaurate, tutte con servizi interni per una novantina di posti letto.

CORPO a V     

Il secondo edificio Corpo a V, a  tre piani,  comprende altre 25 stanze. I due edifici sono collegati dall'ampio atrio di ingresso che, attraverso uno scalone, si apre alle aule per conferenza, una di 160 e l’altra di 80 posti. 

Informazioni

La congregazione  degli Oblati di San Giuseppe è presente in questo luogo da oltre vent’ anni,  ed accoglie volentieri tutti quelli che salgono sul monte Calpazio, in particolare pellegrini,  religiosi e chi   desidera fare esperienza di  intensi momenti di preghiera.  Il Santuario è immerso in un grande giardino ed è per questo che offre la possibilità di pregare  nel silenzio ed in solitudine, sull’ esempio di Gesù stesso.    

I padri sono sempre disponibili per accompagnare con itinerari di catechesi, incontri biblici, colloqui e  confessioni. 

 


 

Storia

Nell’ estate del 1955 il Prof. Luigi Gedda, dopo aver  tenuto una conferenza presso la Diocesi di Vallo della Lucania, nel viaggio di ritorno a Roma  si fermò per la recita dell’ ufficio della Madonna a bordo delle colline del Cilento, che si affacciano sulla vasta Pianura del Sele con magnifica visione panoramica sul Golfo di Salerno. Ispirato dalla natura e desideroso di creare un centro di spiritualità per le chiese del mezzogiorno d’ Italia,  giunto a Roma  pregò il Dott. Mario Cristallini, amministratore della Fondazione Getsemani e l’ Arch. Ildo Avetta , autore del Getsemani  del nord italia, di recarsi sul posto a vedere se fosse possibile realizzare il programma che gli era venuto in mente:una casa di spiritualità per ospitare 165 persone , pari al numero delle Diocesi comprese nel territorio dell’ allora esistente Cassa del Mezzogiorno. 

Acquistato il  bosco, chiamato Chiusa del Principe, nella primavera del 1956  si diede inizio alla progettazione con l’obbligo di salvare tutte le querce secolari, sfruttando al massimo la parte più alta del terreno, pianeggiante ed era la più libera da  vegetazione. 

Quando fu avviato l’imponente cantiere, si cercò per quanto possibile, di servirsi di manodopera locale: c’è ancora qualcuno degli anziani di Capaccio che ricorda con orgoglio di aver lavorato per la costruzione del Getsemani: muratori, falegnami, elettricisti  hanno imparato qui a diventare “maestri” e anche coloro che all’epoca furono semplici manovali, si sentono orgogliosi di aver partecipato ad un’ opera che nel suo genere ancora oggi rimane ammirevole.

Il giornalista Vittorio Fabbrocini  scrivendo un articolo su “ Il Mattino” (6 ottobre 1960) dopo aver descritto la casa ed il santuario afferma: nella tumultuosa vita moderna fa sicuramente piacere venire qualche volta in questo ridente angolo del Salernitano e lasciare alle proprie spalle il pesante fardello delle quotidiane preoccupazioni, per ritemprare , tra la pace e la serenità di questi ulivi,lo spirito ed il corpo.

 

LUIGI GEDDA             

Nato a Venezia  nel 1902, Luigi GEDDA ha attraversato la storia di tutto il secolo XX, militando fin dalla giovinezza nel movimento cattolico italiano. Membro dapprima della Società della Gioventù Cattolica italiana, a Torino dove era vissuto fino al 1917 con la famiglia,dopo il trasferimento a Milano in seguito alla morte della madre, partecipò alla vita della Gioventù Cattolica Ambrosiana. Chiamato a Roma da Pio XI nel 1934, fu da lui nominato Presidente centrale della GIAC, la gioventù italiana di azione Cattolica.

Uomo di fiducia di Pio XII ,nel 1946 divenne Presidente degli Uomini di Azione Cattolica e nel 1952 Presidente Generale di tutta l’associazione fino al 1959. Come medico esperto di genetica, fondò la prima cattedra di Genetica all’ Università di Roma. Egli era un autorità di fama internazionale nel campo della gemellologia,culminata  nella fondazione dell’ Istituto Mendel. Nel 1940 prestava servizio militare in Sardegna come ufficiale medico. Nei giorni del Natale, a sei mesi dall’ inizio della guerra, era a Roma in licenza  e stava trascorrendo alcuni giorni di ritiro nella casa dei Passionisti ai SS. Giovanni e Paolo al Clelio, dove si trova una statua di Gesù agonizzante, donata al Papa Pio XI da un orafo francese, Joseph Chaumet; egli l’aveva fatta ricavare da un prezioso modello in miniatura, che teneva nella sua vetrina a Parigi. Gedda era angosciato dal pensiero dei disastri che sarebbero derivati dalla guerra e della conseguente impossibilità di continuare la sua azione di Presidente dei giovani cattolici italiani. Gedda , negli anni precedenti , attivissimo Presidente della GIAC, con convegni  romani e con centinaia di viaggi nelle diocesi italiane, aveva contattato milioni di giovani , stimolandoli, secondo il motto dell’ organizzazione, alla “ Preghiera , Azione, Sacrificio”.

Quella notte nel 1940, la città di Roma, per difendersi dalle incursioni aeree, era nel buio più completo. C’era però la luna che esaltava il pallore del volto di Cristo, tracciato dal rilievo delle gocce di sangue che lo rigavano, ed evidenziava le parole di Gesù incise sulla roccia della base della statua : “Non mea voluntas sed tua fiat”.   Quella notte Gedda  si chiedeva quale potesse essere la volontà di Dio per il suo personale impegno al fine di evitare l’ affievolirsi o addirittura lo scomparire di tanto patrimonio associativo e spirituale. Pensò di organizzarsi con alcuni dei validi dirigenti della Gioventù Cattolica, non particolarmente impegnati sui fronti di guerra, disponibili sul territorio italiano. Ci vollero due anni per rintracciarne 12. La messe era tanta, pochi erano gli operai. Da qui il nome operai del Getsemani. A guerra finita, quando gli italiani furono chiamati a fare le scelte per il loro futuro , due mesi prima delle elezioni del 198 aprile 1948, fondò i Comitati Civici, dopo aver ricevuto un invito in tal senso da Papa Pio XII,al fine di costituire uno strumento capace di mobilitare i cattolici e gli italiani con un’efficace propaganda, in grado di opporsi al partito comunista Italiano e di superare l’ astensionismo.
L’impegno capillare di questa organizzazione portò i suoi frutti e l’Italia, fedele alle sue radici cristiane, potè  salvare la sua libertà.

Col passare dei decenni, ma soprattutto col venir meno dei motivi per i quali erano sorti, i Comitati Civici hanno concluso la loro attività, mentre continua la vita della società Operaia, che nel 2002 ha celebrato, e proprio al Getsemani di Paestum, i suoi 60 anni di vita dalla fondazione. Luigi Gedda, morto il 26 settembre del 2000, all’età di 98 anni, continua dal Paradiso a guidare la società Operaia della quale è stato Presidente per tutta la sua vita.